VIBRISSE MON AMOUR

Cronachette
Giacomo Nanni
Coconino Press
360 pagine
16,00 €

Sono il felice padrone di una gatta obesa di nome Fly (da notare gli scherzi del destino).
Credo che chiunque si trovi nei panni abbia vagonate di aneddoti sui tic, le burle e i dispetti messi in atto dal proprio felino.
Chiunque ha un gatto si sentirà meno solo leggendo Cronachette.

Il Giacomo Nanni di "Storia di uno che andò in cerca della paura" (2006, Coconino) mi aveva colpito per il suo tratto così originale, ma la trama così onirica e complessa mi era rimasta indigesta. Così quando è uscito questo libro mi ci sono avvicinato lentamente, ma una volta preso in mano non sono riuscito a staccarmene senza passare dalla cassa.
"Cronachette" è un diario di viaggio di un uomo con il suo gatto magistralmente catturato in brevi strip tanto minimali quanto precise nel descrivere tutte le stranezze che ci fanno amare questo animale.
Vista anche la dimensione del libro potremmo definirlo un trattato sulla vita felina o, meglio, su come amiamo essere sucubi di un gatto.

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ADDIO NATHAN

Nathan Never
Sergio Bonelli Editore
2,70 €

Credo che ci sia un momento, nella vita di ogni ragazzo, in cui ci si appassiona a qualcosa che poi diventerà la chiave per le nostre scoperte future. Chi ama leggere, o lo amerà, trova spesso la via più veloce attraverso i fumetti.
La mia fortuna è stato l'aver ereditato da mio padre duecento dei primi numeri della serie di Tex Willer che ho riletto centinaia di volte sopratutto perché rappresentavano la continuazione su carta di tutti film western che lui faceva vedere a me e mio fratello.
Dopo averli consumati e abbandonati (ora li trovo illeggibili) verso i miei sedici anni il mio amico Paolo mi fece leggere un numero di Nathan Never: lui aveva una mentalità tipicamente scientifica e per questo era attirato dalla fantascienza, mentre per me Nathan divenne la chiave per entrare decisamente nel mondo dei fumetti.

Questo blog testimonia che quel mondo non l'ho mai lasciato (a differenza di Paolo), ma a Nathan l'addio l'ho dato proprio quest'anno.
Il motivo è che trovo che le storie di Nathan dell'ultimo periodo abbiano tradito definitivamente quello che per me è il senso della fantascienza e cioé immaginarsi il futuro attraverso i possibili sviluppi della scienza.
E' per questo che ho adorato la magistrale serie dedicata alla guerra tra terra e stazioni orbitanti, tanto futuribile quanto umana, ed è per questo che ho detestato le avventure di Nathan in cui il fanta di fantascienza sembrava sempre più mirare al Fantasy.
Mostri da altri universi, maestri del tempo, angeli di energia e altre mirabolanti (ma poco scientifiche) invenzioni letterarie hanno fatto sì che una delle testate di punta della Bonelli abbia perso tutto il mio interesse.
Non posso negare di aver sbirciato ancora tra quelle pagine, ma non mi sono ancora pentito della mia decisione.
Chissà, magari un giorno, o magari mai più.
Ciao Nathan.

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