BOCCIATO



Brad Barron
Sergio Bonelli Editore
Tito Faraci

Credo che l'operazione delle miniserie e dei romanzi a fumetti (mi dicono già chiusi) sia stata una delle migliori cose proposte dalla Bonelli dopo anni di polvere accumulata dalla non sempre eccelsa serialità (a cui sono devoto, sia chiaro).
L'idea di comprimere in una ventina di numeri la creatività degli autori ha permesso di avere dei personaggi che non fossero costretti a vivere per sempre, ma che potessero avere una storia più intensa e ricca di cambiamenti, anche drastici.
Il debutto, anche se preceduto da una serie più lunga come quella di Gea, è spettato a "Brad Barron", nuova opera di Tito Faraci in cui si mescolavano le avventure fantascientifiche alle ambientazioni anni '50.
La storia è quella un eroe tutto testa e muscoli: uno scienziato che, tornato dalla guerra, si vede costretto a salvare il mondo e la sua famiglia dall'invasione degli alieni Morb.
I diciotto capitoli di questa saga si sviluppano su due rami paralleli: la ricerca ossessiva di Brad dei propri cari, e i continui tentativi dei Morb di catturarlo, ma non per terminarlo (sia mai!), solo per studiarlo in quanto essere prodigioso per forza, coraggio e intelligenza.
In tutte queste avventure, purtroppo, il personaggio è stato sempre raffigurato come un totem eroico in stile Tex-iano a cui accadono tutte le sfighe del mondo, ma da cui ne esce sempre incappando spesso in qualche forzatura (vedi gli alieni intelligentissimi ma deboli come larve).
Così, dopo aver avuto la conferma che la conclusione della saga non avrebbe avuto alcuna sorpresa di rilievo (magari la famiglia poteva non sopravvivere, magari...) non si può che rimanere con l'amaro in bocca per un'opera che dal punto di vista narrativo è risultata piuttosto scadente.

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ADDIO NATHAN

Nathan Never
Sergio Bonelli Editore
2,70 €

Credo che ci sia un momento, nella vita di ogni ragazzo, in cui ci si appassiona a qualcosa che poi diventerà la chiave per le nostre scoperte future. Chi ama leggere, o lo amerà, trova spesso la via più veloce attraverso i fumetti.
La mia fortuna è stato l'aver ereditato da mio padre duecento dei primi numeri della serie di Tex Willer che ho riletto centinaia di volte sopratutto perché rappresentavano la continuazione su carta di tutti film western che lui faceva vedere a me e mio fratello.
Dopo averli consumati e abbandonati (ora li trovo illeggibili) verso i miei sedici anni il mio amico Paolo mi fece leggere un numero di Nathan Never: lui aveva una mentalità tipicamente scientifica e per questo era attirato dalla fantascienza, mentre per me Nathan divenne la chiave per entrare decisamente nel mondo dei fumetti.

Questo blog testimonia che quel mondo non l'ho mai lasciato (a differenza di Paolo), ma a Nathan l'addio l'ho dato proprio quest'anno.
Il motivo è che trovo che le storie di Nathan dell'ultimo periodo abbiano tradito definitivamente quello che per me è il senso della fantascienza e cioé immaginarsi il futuro attraverso i possibili sviluppi della scienza.
E' per questo che ho adorato la magistrale serie dedicata alla guerra tra terra e stazioni orbitanti, tanto futuribile quanto umana, ed è per questo che ho detestato le avventure di Nathan in cui il fanta di fantascienza sembrava sempre più mirare al Fantasy.
Mostri da altri universi, maestri del tempo, angeli di energia e altre mirabolanti (ma poco scientifiche) invenzioni letterarie hanno fatto sì che una delle testate di punta della Bonelli abbia perso tutto il mio interesse.
Non posso negare di aver sbirciato ancora tra quelle pagine, ma non mi sono ancora pentito della mia decisione.
Chissà, magari un giorno, o magari mai più.
Ciao Nathan.

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